MAGNETOGENETICA: SECONDO GLI STUDI DELLA NEW NANODIAGNOSTIC ALL’INTERNO DEI VACCINI ANTI-COVID SAREBBERO PRESENTI QUESTI LUNGHI CRISTALLI AGHIFORMI RICCHI DI FERRO
Magnetogenetica si riferisce a una tecnica biologica che prevede l’uso di campi magnetici per controllare a distanza l’attività cellulare.
Nella maggior parte dei casi, la stimolazione magnetica viene trasformata in forza (genetica magneto-meccanica) o calore (genetica magneto-termica), che dipende dal campo magnetico applicato. Pertanto, le cellule sono generalmente modificate geneticamente per esprimere canali ionici che sono meccanicamente o termicamente collegati.
In quanto tale, la magnetogenetica è un metodo di modulazione cellulare che utilizza una combinazione di tecniche di magnetismo e genetica per controllare le attività delle singole cellule nei tessuti viventi, anche all’interno di animali che si muovono liberamente.
Questa tecnica è paragonabile all’optogenetica, che è la manipolazione del comportamento cellulare utilizzando la luce. Nella magnetogenetica, la stimolazione magnetica viene utilizzata al posto della luce, una caratteristica che consente una modulazione meno invasiva, meno tossica e wireless dell’attività cellulare.
Il controllo dell’attività cellulare si ottiene utilizzando composti magnetici come ferritina o nanoparticelle magnetiche.
Questi composti sono progettati per collegarsi ai canali ionici che sono geneticamente espressi su cellule specifiche. Il controllo dell’attività è quindi limitato a cellule geneticamente predefinite ed eseguito in modo specifico spazio-temporale mediante stimolazione magnetica.








