Non è solo un’assemblea qualsiasi: il 29 ottobre a Siena si deciderà il futuro del Monte dei Paschi e la posta in gioco è altissima. Tra tensioni nel consiglio, pareri contrastanti dei proxy advisor e il pronunciamento di importanti fondi esteri, la partita sulle offerte e sulla fusione sembra tutt’altro che chiusa.
Di seguito un resoconto riorganizzato e riscritto degli ultimi sviluppi, con i punti chiave e le posizioni dei protagonisti.
Il consiglio del 15 ottobre: scontro tra indipendenti e vertice
La riunione ordinaria del consiglio di amministrazione di Mps, svolta giovedì 15 ottobre, è stata teatro di un nuovo confronto tra i sei consiglieri indipendenti e la maggioranza aziendale. Da una parte il ceo Luigi Lovaglio e il presidente Cesare Bisoni che hanno ribadito l’appoggio alle operazioni straordinarie previste; dall’altra le minoranze che continuano a mettere in guardia sui rischi connessi all’esecuzione del piano.
Il clima del board ha confermato una netta divisione: i vertici difendono la strategia, i consiglieri indipendenti ribadiscono le perplessità già espresse nel meeting del 20 agosto, richiamando l’attenzione sui possibili rischi operativi e sui tempi stretti per realizzare le operazioni.

Motivazioni dei consigli di voto: cosa hanno detto i proxy advisor
Il giudizio di ISS
Secondo il parere del proxy advisor ISS, le offerte presentano elementi di incertezza che rendono sfavorevole il consenso nella maggior parte delle circostanze, tanto da sconsigliare l’adesione alle operazioni così come proposte.
La posizione di Glass Lewis
Anche Glass Lewis ha espresso pareri critici, richiamando — in sintonia con ISS — la cautela per via del contesto complessivo che avvolge il dossier e dei possibili esiti incerti delle offerte.
Il ceo Lovaglio ha replicato sostenendo che le osservazioni di ISS e Glass Lewis non attaccano il piano industriale in sé, ma sono dettate dall’attuale contesto di mercato. Ha inoltre ricordato l’Opas già incardinata di Intesa Sanpaolo, che prevede la possibilità di un rilancio della componente cash da 1 a 1,25 euro per azione, condizionato al comportamento dell’assemblea del Monte. Le minoranze, tuttavia, hanno ribadito che le criticità operative restano centrali e non sono state superate.
Delibere in agenda e scenari per l’assemblea del 29 ottobre
Il consiglio ha scelto di non mutare il percorso: le delibere relative alle due offerte (su Banco BPM e su Banca Generali) rimarranno oggetto di voto il 29 ottobre. Tuttavia il board non dispone dei voti necessari per approvarle in assemblea.
Due settimane prima dell’assemblea, il Monte ha pubblicato la documentazione per gli azionisti che dettaglia le condizioni di ciascuna proposta. Tra i punti tecnici:
– la soglia formale per entrambe le operazioni è indicata come il 50% del capitale più un’azione;
– tale soglia è vincolante solo per l’offerta su Banca Generali, mentre per Banco BPM il Monte si riserva la possibilità di modificarla o rinunciarvi e dunque di procedere anche senza raggiungere la maggioranza assoluta.
A oggi circa il 33% del capitale del Monte ha già manifestato voto contrario alle principali delibere del piano proposto dall’amministratore delegato.
Chi voterà cosa: il caso Fondaco Lux e il giudizio sull’Opas di Intesa
Fondaco Lux — gestore del fondo Global Alpha Strategy Fund – Global Diversified Alternative, cui la Fondazione Roma è il maggiore sottoscrittore — ha annunciato che intende esprimere voto contrario su tutte e cinque le delibere previste nella parte straordinaria dell’assemblea. Nella nota ufficiale la società di gestione specifica la posizione in questi termini:
– voto contrario alle proposte numerate 1, 2, 3, 4 e 5 all’ordine del giorno della parte straordinaria;
– valutazione preliminarmente positiva sull’Opas di Intesa Sanpaolo per il suo progetto industriale, che punta all’integrazione in un gruppo di maggiori dimensioni e a un modello più diversificato;
– decisione finale sull’adesione all’offerta di Intesa rimandata alla pubblicazione del documento d’offerta e all’analisi delle condizioni previste.
I grandi gestori e i fondi internazionali dovrebbero in larga parte allinearsi ai suggerimenti di ISS e Glass Lewis sulle due operazioni, pur mantenendo posizioni differenziate sulla fusione con Mediobanca che, per i due proxy advisor, merita invece un parere favorevole.

Implicazioni pratiche e punti di attenzione
La situazione resta fluida e vincolata a diverse variabili: l’esito dell’assemblea del 29, la reazione dei mercati e gli eventuali rilanci competitivi nell’ambito dell’Opas di Intesa. Alcuni aspetti chiave a cui prestare attenzione nei prossimi giorni:
– il comportamento degli azionisti istituzionali e dei grandi fondi dopo la pubblicazione dei documenti ufficiali;
– le eventuali modifiche alle condizioni dell’offerta su Banco BPM, che la banca può decidere di apportare;
– il possibile effetto domino delle decisioni assembleari sul valore e sulla governance del Monte.
Non sono incluse opinioni personali: il testo si limita a riferire informazioni e dichiarazioni ufficiali raccolte fino alla pubblicazione della documentazione pre-assembleare.
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Giacomo Serafini decifra per voi le tendenze economiche e borsistiche italiane. Analista finanziario riconosciuto, vi offre consigli concreti per ottimizzare i vostri investimenti. Il suo stile diretto vi aiuta a comprendere le dinamiche di mercato e a tutelare il vostro patrimonio. Fidatevi della sua esperienza per decisioni finanziarie oculate.
