Ferretti, vincono i cinesi: la lista per il cda di Weichai al 52,3%. L’addio polemico di Piero Ferrari

Ferretti passa ai cinesi, Weichai al comando: Piero Ferrari lascia tra polemiche!

Scoprite come una battaglia aziendale ha messo in luce le tensioni tra influenze europee e cinesi nel mondo del business nautico. Kkcg Maritime, gruppo ceco, e Weichai, colosso cinese, si sono scontrati per il controllo dei cantieri navali Ferretti, evidenziando dinamiche complesse e strategie aggressive nel rastrellamento di azioni. Un dramma aziendale che ha visto persino l’addio di figure di spicco come Piero Ferrari, incapace di associare ulteriormente il suo nome a una situazione che definisce compromessa.

La Dinamica dell’Assemblea e il Nuovo Consiglio di Amministrazione

Durante l’ultima assemblea, svoltasi online e a porte chiuse, è emerso un chiaro vincitore nella lotta per il controllo di Ferretti. La lista di Weichai, già forte con il 39,531% del capitale sociale, ha prevalso su quella di Kkcg Maritime, che detiene il 23,2%. Nonostante la raccomandazione dei proxy Iss e Glass Lewis a favore della lista di Kkcg, Weichai ha ottenuto il 52,3% dei voti presenti, assicurandosi la maggioranza nel nuovo consiglio di amministrazione, composto da:

– Tan Ning, Presidente
– Stassi Anastassov, Amministratore Delegato
– Patrick Sun
– Zhu Yi
– Federica Marchionni
– Donatella Sciuto
– Zhang Xiaomei
– Jin Zhao

Kkcg Maritime, rappresentato da Katarina Kohlmayer, si è visto assegnare un solo posto, segnalando una netta sconfitta nonostante il sostegno del 47,4% del capitale votante.

Questioni Legali e Critiche al Processo Deliberativo

Kkcg Maritime ha sollevato seri dubbi sulla legittimità del processo di votazione, sottolineando possibili violazioni delle normative, in particolare la Golden Power, che riguarda le imprese strategiche per la sicurezza nazionale. Il gruppo ceco ha fatto riferimento a presunte azioni concertate tra gli azionisti collegati a Weichai, che potrebbero aver influito sui risultati dell’assemblea. Ferretti, che dal 2016 ha incluso una divisione per lo sviluppo di imbarcazioni militari, rientra tra le aziende coperte da questa normativa. Inoltre, Kkcg ha notificato le sue preoccupazioni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a Consob e direttamente a Ferretti.

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L’Addio di Piero Ferrari

La tensione ha raggiunto il culmine con le dimissioni di Piero Ferrari, storico vicepresidente di Ferretti. Ferrari ha espresso la sua frustrazione per la recente acquisizione di azioni Ferretti da parte di entità cinesi, che hanno operato apparentemente al di fuori delle soglie di controllo regolamentari. La sua decisione di distaccarsi da Ferretti è stata motivata dall’incapacità di continuare a identificarsi con una gestione che percepisce come manipolativa e disonesta, un sentimento che ha trovato eco anche nelle dimissioni di Stefano Domenicali come consigliere indipendente.

Richieste di Kkcg Maritime Durante l’Assemblea

Nell’ultima assemblea, il rappresentante di Kkcg Maritime ha richiesto l’inibizione immediata del diritto di voto di Ferretti International Holding, controllata di Weichai, o il rinvio dell’assemblea a una data successiva, in attesa di ulteriori accertamenti da parte delle autorità competenti. Questo intervento si è concentrato sulla protezione concessa dai cantieri nautici attraverso la normativa Golden Power, e ha sottolineato il possibile conflitto di interesse tra i membri del consiglio di amministrazione di Ferretti, molti dei quali occupano posizioni manageriali all’interno del gruppo Weichai.

Questa intricata vicenda aziendale dimostra quanto le dinamiche interne e le regolamentazioni nazionali possano influenzare profondamente le strategie di business internazionali, portando a cambiamenti significativi nella leadership e nella proprietà nelle grandi corporation.

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