Made in Italy: dalla gomma alla chimica, ecco chi soffrirà di più se la guerra strozza la ripresa

Produzione Italiana a Rischio: Guerra Impatta Gomma e Chimica

Scopri come un conflitto di un mese potrebbe riscrivere le regole dell’economia globale e incidere direttamente sulle dinamiche di business delle aziende italiane. Partecipa al webinar organizzato da Prometeia il 9 marzo, dove verranno esplorati gli “Impatti economici immediati e scenari futuri” di un eventuale attacco all’Iran. Non perdere l’occasione di comprendere come la durata di un conflitto possa essere decisiva per le sorti economiche di interi settori.

Impatti Diretti del Conflitto

Alessandra Lanza, senior partner di Prometeia, sottolinea che un conflitto prolungato in Medio Oriente, specialmente se coinvolge il blocco dello stretto di Hormuz, avrebbe conseguenze significative sui prezzi del greggio e del gas. I prezzi potrebbero aumentare del 40-45%, causando un effetto domino su noli e assicurazioni. Fortunatamente, grazie alle scorte preesistenti, l’impatto immediato potrebbe essere mitigato, permettendo una temporanea stabilità.

Le industrie italiane più esposte sono quelle ad alta intensità energetica. Sectors like rubber and plastics, chemicals, steel, and fertilizers, already impacted by the Russian invasion of Ukraine, would face further challenges.

Settori a Rischio di Maggiore Impatto

Oltre alle industrie energetiche, altri settori sono particolarmente vulnerabili agli effetti di un conflitto. L’industria chimica, per esempio, dipende significativamente dalle importazioni di prodotti come la melanina da paesi del Golfo, e le difficoltà in sostituzione dei materiali potrebbero portare a gravi interruzioni.

Anche l’industria delle costruzioni, che dipende fortemente dall’alluminio, potrebbe soffrire notevolmente. L’Italia, che importa solo il 9% del suo alluminio dai paesi del Golfo, si troverebbe comunque a fronteggiare aumenti di prezzo e problemi di approvvigionamento.

L’Influenza sui Medicinali e Altri Beni Essenziali

Il settore farmaceutico è un altro campo che potrebbe subire impatti sostanziali. L’Italia importa specialità farmaceutiche, inclusi derivati della penicillina, da paesi del Golfo. Questi prodotti sono difficili da sostituire, e una crisi potrebbe limitare gravemente la disponibilità di medicinali vitali.

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Inoltre, la dipendenza da importazioni di generici e antibiotici da India e Cina sottolinea ulteriori rischi. La crisi potrebbe indurre questi paesi a aumentare i prezzi, influenzando così anche il costo delle importazioni italiane.

Effetti Collaterali dell’Aumento dei Prezzi Energetici

Un ulteriore aspetto da considerare è l’effetto inflazionistico indiretto causato dall’aumento dei costi energetici. Paesi come India e Cina, che si approvvigionano in parte dalla Russia ma principalmente dai paesi del Golfo, potrebbero trasferire parte di questi costi aumentati sui prodotti che esportano. Questo effetto potrebbe rendere meno competitive le merci cinesi, influenzando positivamente le industrie italiane.

Il Contesto Europeo e le Implicazioni Industriali

In un momento delicato per l’industria europea, la Commissione di Bruxelles sta valutando l’Industrial Accelerator Act, mirato a incrementare l’autonomia del settore industriale europeo. Tuttavia, in un periodo di crisi, aumentare le quote di prodotti “made in EU” potrebbe finire per rincarare ulteriormente i costi di produzione, come spiega Lanza. Questo potrebbe avere ripercussioni inflationistiche derivate dal protezionismo.

In sintesi, la guerra potrebbe avere un impatto devastante sulle speranze di ripresa dell’industria italiana, particolarmente in un periodo che si preannuncia già complesso.

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