Gaza, l’Onu denuncia: «Gli aiuti non arrivano, vengono bloccati da milizie armate»

Gaza in crisi: l’ONU denuncia il blocco degli aiuti da parte delle milizie armate!

Un Nuovo Piano per la Distribuzione degli Aiuti: L’intervento di Steve Witkoff e Mike Huckabee a Gaza

Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti, è arrivato oggi a Gaza insieme all’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee. La loro missione è ispezionare i centri di distribuzione degli aiuti umanitari, principalmente quello situato a Rafah, gestito dalla Gaza Humanitarian Foundation. Questa organizzazione beneficia del sostegno di Washington e Tel Aviv e gioca un ruolo cruciale nella nuova strategia americana per migliorare la consegna degli aiuti nella Striscia di Gaza. Durante la visita, i due funzionari hanno previsto di incontrare la popolazione locale per ascoltare le testimonianze sulla difficile situazione umanitaria. Al termine della loro missione, riferiranno direttamente al presidente Donald Trump per ottenere l’approvazione finale del piano.

Il Fardello della Distribuzione degli Aiuti e l’Implicazione di Hamas

La distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza continua a incontrare ostacoli significativi. Un dato allarmante emerge: solo il 10% degli aiuti che raggiungono il confine viene effettivamente distribuito alla popolazione bisognosa senza intoppi. Le agenzie come il Programma Alimentare Mondiale, Unicef, la Croce Rossa/Mezzaluna Rossa, Medici Senza Frontiere e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, confermano che il restante 90% degli aiuti viene sottratto dalla popolazione disperata o requisito dalle milizie di Hamas. Questo gruppo armato esercita un controllo esteso su ampie aree del territorio e decide arbitrariamente come distribuire gli aiuti, influenzando gravemente la crisi umanitaria in atto.

La Risposta delle Nazioni Unite e la Creazione di UnOps–Un2720

Per rispondere a queste sfide, le Nazioni Unite hanno istituito UnOps–Un2720, un sistema supervisionato dall’ONU per facilitare, coordinare, monitorare e verificare l’ingresso degli aiuti umanitari attraverso Paesi terzi. Questo meccanismo è stato varato seguendo la Risoluzione 2720 del Consiglio di Sicurezza, adottata il 22 dicembre 2023. Nonostante la creazione di questo sistema, le difficoltà persistono. Ad esempio, negli ultimi due mesi, sono stati consegnati quasi 40mila pallet di forniture, ma solo una piccola frazione è arrivata effettivamente ai destinatari a Gaza.

  • 40mila tonnellate di forniture scaricate ai valichi d’ingresso
  • 30mila pallet presi in carico
  • Solo 4.200 pallet effettivamente arrivati a destinazione

La Posizione della Lega Araba e le Richieste a Hamas

La Lega Araba ha recentemente preso una posizione storica, condannando l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e chiedendo il disarmo del gruppo islamista. In una risoluzione firmata da Egitto, Arabia Saudita, Qatar, Giordania e altri membri, si invita Hamas a deporre le armi e a permettere il ritorno dell’amministrazione della Striscia di Gaza sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese. Questo rappresenta un cambiamento significativo nella politica regionale, spostando le dinamiche verso una possibile soluzione pacifica e riconosciuta a livello internazionale. Tuttavia, Hamas ha respinto ogni proposta di disarmo, ribadendo la sua posizione fino al ripristino di uno Stato palestinese sovrano e indipendente.

In conclusione, mentre i leader internazionali e locali cercano soluzioni, la situazione umanitaria a Gaza rimane precaria. Le azioni e le strategie future saranno cruciali per determinare l’efficacia degli aiuti umanitari e il futuro politico della regione.

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