Il caso che tiene in ansia l’Italia: le nuove tattiche della difesa
La vicenda giudiziaria che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso sembra avvicinarsi a un momento cruciale. A Roma, il team di avvocati che rappresenta Andrea Sempio, composto da Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha delineato una nuova strategia difensiva in vista dell’udienza del 18 dicembre 2025, che potrebbe rappresentare un punto di svolta nel processo per l’omicidio di Chiara Poggi, risalente al 2007. La riunione ha visto anche la partecipazione del consulente Armando Palmegiani, che ha contribuito a definire gli aspetti tecnici della difesa.
La strategia si concentrerà principalmente sulle analisi del DNA presentate nella perizia di Denise Albani, che ha rilevato tracce di cromosoma Y, riconducibili alla linea paterna di Sempio, sulle unghie della vittima. Inoltre, verrà data particolare attenzione all’alibi di Sempio, legato a uno scontrino di Vigevano, che secondo la difesa giocarebbe un ruolo fondamentale nell’escludere la presenza dell’imputato sulla scena del crimine.
Dettagli e controversie dell’alibi e delle prove DNA
- Angela Taccia ha sottolineato l’importanza dello scontrino di Vigevano, affermando che è stato effettivamente preso da Andrea Sempio, e non da altri, ridimensionando le speculazioni su di esso.
- La difesa sostiene che il materiale biologico trovato sulle unghie della vittima potrebbe appartenere a qualsiasi individuo maschile che condivida la stessa firma genetica di Sempio, anche non direttamente imparentato.
- La perizia Albani, estesa su 93 pagine, ha messo in luce come l’analisi del DNA non consenta di identificare con certezza assoluta l’individuo specifico a cui appartengono le tracce rinvenute.
La posizione della difesa: critica e cautela
Nonostante la pressione per nuove analisi, i legali di Sempio hanno deciso di non richiederle, limitandosi a contestare la validità giuridica e scientifica dei risultati esistenti. Hanno evidenziato significative criticità, tra cui l’impossibilità di determinare scientificamente la posizione del materiale genetico rispetto alle unghie di Chiara Poggi, se sopra o sotto di esse.
Liborio Cataliotti, in particolare, ha criticato la narrazione mediatica intorno alle prove DNA, riferendosi a esse come a una “pistola d’acqua” piuttosto che alla “pistola fumante” che molti avevano anticipato sarebbe stata. Questa dichiarazione segnala una chiara linea della difesa, intenzionata a smontare l’attendibilità delle prove che legano Sempio al delitto.
Andrea Sempio, dal canto suo, ha preferito non rilasciare dichiarazioni, mantenendo un profilo basso, come ha fatto nelle ultime settimane, in seguito alla fuga di notizie relative ai risultati della perizia Albani.
Con l’udienza del 18 dicembre alle porte, tutti gli occhi sono puntati su questo caso che ha diviso l’opinione pubblica e messo alla prova il sistema giudiziario italiano. La difesa sembra pronta a giocarsi le sue carte migliori per dimostrare l’innocenza di Sempio, in un contesto di crescente tensione e attesa.
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