Grosse tensioni e numeri contesi: Israele torna alle urne in un clima segnato dalla guerra, con la leadership del Paese in bilico. I risultati parziali indicano una spaccatura netta tra il blocco del premier uscente e l’alternativa guidata dall’ex generale che ora guida l’opposizione.
Le schede ancora da scrutinare e la geografia elettorale potrebbero ribaltare il quadro: ecco come si stanno distribuendo voti e seggi e perché il risultato definitivo è tutt’altro che scontato.
Che cosa votavano gli israeliani
Le elezioni hanno rinnovato i 120 seggi della Knesset, il parlamento israeliano, e sono le prime svoltesi dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e l’escalation bellica che ne è seguita. Il voto serve a decidere la composizione del prossimo governo e, di fatto, chi eserciterà la carica di primo ministro.
Al centro della contesa politica si trovano il leader della destra e attuale premier Benjamin Netanyahu e Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore e oggi figura di punta dell’opposizione.
I numeri provvisori e le buste da ricontrollare
I risultati ufficiali riportano uno scrutinio quasi completo: i dati elaborati finora coprono il 99,3% delle schede. Secondo gli aggiornamenti disponibili, la ripartizione provvisoria dei seggi è la seguente: il blocco di Netanyahu ottiene 53 seggi, quello guidato da Eisenkot 48, mentre i partiti arabi raggiungono complessivamente 19 seggi.
Tuttavia il conteggio non è chiuso: rimangono da analizzare decine di migliaia di voti in particolare categorie di schede che richiedono doppia verifica. Si tratta delle cosiddette “buste doppie”, provenienti da elettori che non votano nella sezione tradizionale.
Esempi di voti da scrutinare:
– militari in servizio;
– persone ricoverate in ospedale;
– diplomatici e funzionari all’estero;
– detenuti nelle carceri.
La Commissione elettorale centrale ha stimato che circa 430.000–480.000 di queste buste sono ancora in fase di ricezione o controllo: una quantità capace di modificare l’equilibrio parlamentare.

La mappa elettorale: dove si consolidano i fronti
Tel Aviv e la fascia centrale
Nella grande area metropolitana di Tel Aviv il vantaggio va al candidato dell’opposizione. I dati indicano circa 271.340 voti per Eisenkot (71,1%) contro 83.222 (21,8%) per Netanyahu.

Gerusalemme e i Monti della Giudea
Nella regione che include Gerusalemme e i Monti della Giudea il quadro è opposto: Netanyahu prevale con 220.860 voti (65,2%), mentre Eisenkot registra 78.939 preferenze (23,3%).
Haifa e il nord del Paese
Ad Haifa, nel nord, la maggiore concentrazione di voti è per Eisenkot: 179.587 voti pari al 51,2%, contro i 131.895 (37,6%) raccolti da Netanyahu.
Arava, Ashkelon e le aree di confine
– Arava: netto vantaggio dell’attuale premier, con 13.413 voti (50,3%) rispetto ai 11.260 (42,4%) di Eisenkot.
– Ashkelon (vicina alla Striscia di Gaza): in testa Netanyahu con 70.399 voti (61,3%), Eisenkot segue con 36.776 (32%).
Be’er Sheva e il sostegno ai partiti arabi
Be’er Sheva figura tra le aree dove i partiti arabi raccolgono la maggiore percentuale: circa 112.724 voti (46,7%). In quella zona Netanyahu totalizza 71.855 preferenze (29,8%) ed Eisenkot 48.188 (20%).
Perché la Cisgiordania conta
La Cisgiordania (territorio palestinese occupato dal 1967) riveste un ruolo politico significativo per le elezioni israeliane perché ospita centinaia di migliaia di cittadini israeliani che risiedono negli insediamenti e hanno diritto di voto. Questa popolazione storicamente tende a sostenere forze nazionaliste e religiose di destra, rafforzando così il blocco politico attorno a Netanyahu e ai suoi alleati.
Va sottolineato che la popolazione palestinese della Cisgiordania non partecipa alle elezioni israeliane, perciò il peso elettorale della regione deriva principalmente dai coloni israeliani.
Come si traducono i voti in seggi
La distribuzione provvisoria dei seggi, secondo i conteggi disponibili, è la seguente:
– Likud (Netanyahu) — 26 seggi
– Yashar (Eisenkot) — 21 seggi
– Lista Unita — 12 seggi
– Beyachad (alleanza Lapid–Bennett) — 12 seggi
– I Democratici — 8 seggi
– Yisrael Beitenu — 7 seggi
– Ra’am — 7 seggi
– United Torah Judaism (Ebraismo della Torah Unito) — 7 seggi
– Otzma Yehudit (Ben Gvir) — 7 seggi
– Shas — 7 seggi
– Sionismo Religioso (Smotrich) — (dato riportato nell’elenco)
– Zehut — 6 seggi
(h2 alternato con elenco puntato per chiarezza)
Il profilo del principale sfidante
Gadi Eisenkot è la figura che più direttamente compete con Netanyahu: generale di carriera, ha guidato le Forze di Difesa israeliane (IDF) dal 2015 al 2019 e ha svolto incarichi di comando di rilievo, tra cui la direzione del Comando settentrionale. Dopo la fine della carriera militare è entrato in politica: nel 2022 si è avvicinato al partito Unità Nazionale di Benny Gantz e, negli ultimi mesi, ha fondato il partito centrista Yashar, che lo ha lanciato come principale alternativa a Netanyahu. Dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 Eisenkot è stato inserito nel gabinetto di guerra del governo, assumendo un ruolo politico di primo piano.
(h2 conclusivo informativo senza giudizi)
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Giacomo Serafini decifra per voi le tendenze economiche e borsistiche italiane. Analista finanziario riconosciuto, vi offre consigli concreti per ottimizzare i vostri investimenti. Il suo stile diretto vi aiuta a comprendere le dinamiche di mercato e a tutelare il vostro patrimonio. Fidatevi della sua esperienza per decisioni finanziarie oculate.
