Dimissioni record al Tesoro USA: Bessent sotto accusa dopo obiettivi mancati

Dimissioni record al Tesoro USA: Bessent sotto accusa dopo obiettivi mancati

Scoppia il caso: il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti è attraversato da tensioni interne che hanno spinto decine di funzionari a lasciare il posto. Dietro le dimissioni, secondo il Wall Street Journal, ci sarebbe il comportamento del segretario Scott Bessent, che dall’insediamento del 28 gennaio 2025 avrebbe creato un clima difficile negli uffici di Washington.

Le testimonianze raccolte raccontano di urla, scontri e rapporti tesi con colleghi e altri esponenti dell’amministrazione Trump, mentre i target economici fissati per l’anno rimangono largamente insoddisfatti.

Perché molti collaboratori hanno scelto di andarsene

Più di trenta attuali ed ex funzionari del Tesoro sono stati sentiti dal Wall Street Journal. Da quelle interviste emergono accuse su uno stile di comando aggressivo che avrebbe portato a dimissioni in massa.

Al centro delle lamentele:
– scoppi d’ira e urla rivolte a dipendenti;
– rimproveri per la presunta lentezza nello svolgimento dei compiti;
– conflitti personali con esponenti sia interni che esterni all’amministrazione.

In alcuni casi i collaboratori descrivono episodi molto tesi durante riunioni e indagini, elementi che, insieme alla ripetuta insoddisfazione del segretario per i ritmi di lavoro, hanno spinto diversi funzionari a lasciare l’incarico.

Scrivanie vuote e cabine d'ufficio del Tesoro che evocano dimissioni
Molti ex e attuali funzionari hanno lasciato il Dipartimento del Tesoro.

Dettagli sugli episodi più citati

Tra gli episodi più ripetuti nelle testimonianze c’è quello legato a un’indagine per frode nel Minnesota, durante la quale Bessent avrebbe urlato e pronunciato parolacce contro John Hurley, ex sottosegretario per terrorismo e intelligence finanziaria. Altre fonti raccontano di un dossier informativo che sarebbe stato scagliato contro il muro — un gesto che il segretario ha negato.

Nomi e contrasti

Non si tratta soltanto di tensioni interne al dipartimento: il segretario avrebbe avuto screzi con figure di spicco dell’amministrazione come Bill Pulte (Federal Housing Finance Agency) e Howard Lutnik (Commerce), e addirittura con l’imprenditore Elon Musk.

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Un record di dimissioni in pochi mesi

Entro la fine di agosto il numero di uscite dal Tesoro ha raggiunto cifre insolitamente alte: sette funzionari hanno lasciato l’incarico confermato dal Senato nel periodo considerato. A confronto, nei medesimi periodi delle quattro amministrazioni precedenti le dimissioni erano state soltanto zero o due.

Questo flusso di partenze — descritto come «il più alto mai visto» in quel lasso di tempo — ha allarmato chi segue la gestione interna del dipartimento e il funzionamento quotidiano delle sue attività.

Obiettivi economici ambiziosi e risultati sotto le attese

Secondo alcune fonti citate dal quotidiano, il segretario Bessent si troverebbe sotto forte pressione per portare avanti l’agenda economica del presidente Donald Trump. Le mete proclamate includevano:

Grafico che mostra crescita del PIL e deficit in calo rispetto agli obiettivi
Gli obiettivi economici ambiziosi non sono stati raggiunti.

  • ridurre il deficit al 3% entro il 2028;
  • ristabilire una crescita del Pil al 3% annuo;
  • incrementare la produzione petrolifera di 3 milioni di barili al giorno.

Tuttavia, i numeri attuali non corrispondono alle aspettative: il Pil è cresciuto intorno al 2%, la produzione di petrolio è aumentata di circa 1 milione di barili al giorno e il deficit si attesta vicino al 6%.

Impatto sull’amministrazione e clima lavorativo

La combinazione di pressioni politiche, obiettivi difficili da raggiungere e uno stile gestionale ritenuto duro ha creato attriti con altri uffici della Casa Bianca e con agenzie federali. Le fonti riferiscono che questi contrasti si sono riversati sul morale dello staff, contribuendo al numero anomalo di dimissioni e alla crescente volatilità interna.

(Senza aggiungere giudizi personali, le informazioni qui riportate si basano sulle testimonianze e sulle rilevazioni pubblicate dal Wall Street Journal.)

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