Interno di boutique di moda maschile con abiti su manichino e tavolo espositivo

Gruppo Zegna: ricavi +8,9% nel terzo trimestre a 433,8 milioni di euro

Non credevano ai propri occhi: Zegna chiude un altro trimestre in verde e rilancia ambizioni, ma con i piedi ben saldi per terra. Tra consumatori locali e turisti il brand ha mostrato una resistenza inaspettata, e il management è pronto a muoversi veloce quando si apriranno le possibilità giuste.

Di seguito i dettagli sui conti, sugli andamenti dei marchi e sulle aree geografiche che stanno trainando la crescita, oltre alle indicazioni sul piano per il futuro.

Risultati finanziari del trimestre: cifre chiave

Il gruppo Ermenegildo Zegna ha archiviato il terzo trimestre con risultati migliori delle attese: i ricavi trimestrali sono saliti del 8,9%, raggiungendo 433,8 milioni di euro. Nei primi nove mesi dell’anno il fatturato complessivo è arrivato a 1,42 miliardi, registrando un aumento del 7,2% rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente.

Grafico e documenti finanziari che mostrano risultati trimestrali
I ricavi trimestrali di Zegna evidenziati nei documenti finanziari.

Performance per canale e per marchio

Il canale diretto al consumatore (DTC) continua a essere il volano principale del gruppo: nel trimestre ha segnato una crescita del 13%, portando i ricavi DTC a 335,3 milioni di euro. Sul fronte dei singoli brand si registrano andamenti differenti, con segnali positivi per il marchio principale e qualche difficoltà su altre etichette.

Risultati dei brand principali

  • Zegna: forte accelerazione nel canale DTC (+18,2% per il brand nel canale), con il fatturato totale del marchio in aumento del 13,8% a 283,8 milioni di euro.
  • Tom Ford Fashion: crescita moderata del 5,4%, per ricavi pari a 69,6 milioni di euro.
  • Thom Browne: flessione del 5,9% a 45,4 milioni di euro, influenzata da un contesto di consumo più complesso in Cina e da una razionalizzazione del canale wholesale; anche una collezione estiva meno adatta alle alte temperature ha pesato sulle vendite.

Commento del presidente e strategia sui brand

Il presidente Gildo Zegna ha definito i risultati “una piacevole sorpresa”, sottolineando la tenuta del marchio durante l’estate sia tra i clienti locali sia tra i turisti. Ha inoltre ricordato gli investimenti e il lavoro fatto sul posizionamento, il merchandising e il marketing in Cina, che ora cominciano a dare frutti dopo due anni di sforzi mirati.

Per Thom Browne la strategia è in fase di revisione: secondo il gruppo serviranno ancora “un paio di stagioni” per completare l’adattamento del marchio, seguendo la stessa logica con cui è stato ripensato Zegna.

Geografie: dove il gruppo cresce di più

La crescita è trainata da alcune aree geografiche chiave. Le Americhe hanno mostrato l’incremento più significativo nel trimestre, con un aumento dei ricavi del 14% nonostante una base di confronto impegnativa.

Mappa stilizzata che evidenzia Americhe, Grande Cina ed EMEA
Le aree geografiche che trainano la crescita del gruppo.

La Grande Cina segna una crescita dell’8,7% (pari a +5,7% se si guarda la base organica), confermando segnali incoraggianti dopo gli interventi su formula e percezione del marchio. Anche l’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) ha contribuito all’espansione, con un progresso del 6,9% e ricavi per 161,4 milioni di euro; il Medio Oriente in particolare ha registrato una crescita a doppia cifra negli ultimi tre mesi, a dispetto delle tensioni geopolitiche.

Prospettive e approccio al futuro

Tra prudenza e opportunità

Lo sguardo del gruppo verso la fine dell’anno resta cauto ma fiducioso. La parola chiave, secondo il management, è preparazione: essere pronti ad accelerare quando si presentano occasioni favorevoli. La gestione della grande crisi legata al Covid viene citata come esperienza che ha dato tranquillità alla leadership aziendale.

Aree di interesse e piani di espansione

Tra le regioni su cui il gruppo intende focalizzarsi figura l’America Latina, considerata promettente dopo gli investimenti realizzati in precedenza nei Paesi del Golfo. La strategia prevede di proseguire con attenzione, ma senza rinunciare a cogliere opportunità di crescita quando si presenteranno.

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